Burnout insegnanti: 10 trucchi per evitare lo stress da rientro

Ci siamo: il prossimo 9 gennaio si fa sempre più vicino e con lui il rientro in classe. L’insegnamento è un lavoro duro, non solo fisicamente (stare in piedi, camminare e portare con sé libri e attrezzature è impegnativo), ma anche mentalmente ed emotivamente. Quando una lezione va bene, ci sentiamo al settimo cielo ma quando va male beh, diciamo solo che molti di noi fanno difficoltà a non prenderla sul personale. Da non sottovalutare che pure il solo pensiero di dover riaffrontare tutto questo può provocare una carica di stress non indifferente. Esistono però dei semplici trucchetti che, se applicati per tempo e nel modo giusto, possono aiutare ad affrontare con più serenità lo stress da rientro. Tuttoscuola te ne svela ben 10.

1. Stacca la spina
Gli insegnanti hanno la terribile tendenza a essere sempre “all’opera”, pure durante i giorni di vacanza. Non riesci a guardare un programma in tv o a leggere un giornale senza pensare che “potrebbero essere delle buone idee per una lezione”? Non sei l’unico ma ritagliati del tempo per te senza pensare di essere un insegnante. In questo modo apprezzerai il tuo lavoro molto di più.

2. Prenditi cura di te stesso
Mangia bene (anche se lo sappiamo che durante le Feste è molto difficile farlo) e fai una breve passeggiata all’ora di pranzo. Cerca di dormire un po’ di più approfittando degli ultimi giorni di vacanza prima del rientro in classe.

3. Sii consapevole 
Di cosa? Semplice, di come ti senti in classe e al di fuori. Più lo si fa e più ci si rende conto dello stress, dell’irritazione e della frustrazione (in modo da essere capace di gestirli) e, allo stesso tempo, si nota la gioia quando si riesce ad avere una buona idea.

4. Impara qualcosa di nuovo
In realtà, aggiornarsi e far crescere le tue abilità e conoscenze può dare nuovo entusiasmo per l’insegnamento. Non riesci a farlo? Torna indietro nel tempo e fai qualcosa che non fai da tanto, come per esempio insegnare a una classe di principianti o di studenti di livello avanzato, per sfidare te stesso e sentire un po’ di sana adrenalina scorrerti nelle vene.

5. Prendi nota dei tuoi progressi
Rifletti sulle tue esperienze d’insegnamento passate (da solo o in compagnia di un collega davanti a un caffè) o prova a ripetere una vecchia lezione per vedere quanto meglio riesci a gestirla ora.

6. Fatti osservare da qualcuno
Questo potrebbe voler dire studiare per un’ulteriore certificazione (quasi sempre un buon motivatore) o anche semplicemente chiedere a un collega di osservare la tua lezione e darti dei consigli utili. Potresti sempre ricambiare il favore e imparare nuovi metodi di insegnamento.

7. Aiuta gli altri insegnanti
Questo punto è correlato al precedente. Usare la propria esperienza per aiutare gli altri può essere incredibilmente motivante e vedere l’entusiasmo dei colleghi può dare impulso al tuo. Anche sforzarsi un po’ è positivo, perciò prova a fornire agli insegnanti seminari di approfondimento, a scrivere articoli o un blog.

8. Impara a conoscere meglio i tuoi studenti
Dopo qualche anno, i gruppi di alunni possono iniziare a confondersi. Sforzati di conoscere di più i tuoi studenti, il che non significa necessariamente dover socializzare con loro (dopotutto non dimenticare che di tanto in tanto devi staccare dalla modalità insegnante), ma solo ascoltare con più attenzione e fare più domande.

9. Fai qualche ricerca
Cogli l’opportunità di conoscere più a fondo il processo di insegnamento e di apprendimento. Proponi degli obiettivi di ricerca e divertiti a fare il ricercatore oltre che l’insegnante. Condividi le tue conclusioni in ufficio o scrivendole.

10. Non lasciare che la perfezione diventi tua nemica
Nessuno può elaborare regolarmente lezioni perfette
e se miri a questo finirai per sentirti demotivato e disilluso non appena ti accorgerai che il tuo è un obiettivo impossibile da raggiungere. Inoltre, la perfetta riuscita di una lezione non è nemmeno interamente tua responsabilità. Sicuramente il tuo ruolo è molto importante per il suo successo o insuccesso, ma lo è anche quello del resto delle persone presenti in classe.

di Rachael Roberts 

Fonte
www.teachingenglish.org.uk
www.elt-resourceful.com