Quella contenuta nel verbale della
riunione di ieri tra sindacati e governo è una "completa marcia indietro" del governo, come dice Walter Veltroni,
segretario del Partito Democratico, o è "una
svolta storica dell'offerta formativa", come ha dichiarato il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini?
Il leader del Pd non ha dubbi, e interroga
provocatoriamente: "Ora tutte le prediche
che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare
che fine hanno fatto? Vuol dire che avevamo ragione noi, avevano ragione i
sindacati dei docenti, gli studenti, i genitori, quel grande movimento che
aveva bocciato la finta riforma".
Fanno eco al premier del ministro ombra i principali
colleghi di partito, che si occupano di scuola. Mariangela Bastico, ministro
Affari regionali del governo ombra, commenta: "Siamo di fronte ad un'altra gigantesca marcia indietro del governo
sulla scuola. Quindi erano reali, del tutto motivate e niente affatto
ideologiche le ragioni della nostra posizione e delle proteste nel Paese".
"Il ministro Gelmini - continua la Bastico -, partita in
quarta, si è dovuta bloccare clamorosamente sulla riforma della scuola
superiore e sul maestro unico". Si tratterebbe quindi per la senatrice del Pd,
di "un'altra vittoria dell'opposizione, del Pd e del movimento per la scuola
che ha visto uniti insegnanti, studenti e genitori". Ora, secondo la Bastico,
ci sono "i tempi per approfondire e
discutere sulle scelte. Siamo particolarmente impegnati per garantire
innovazioni alte per l'istruzione tecnica e per l'istruzione professionale, che
devono rimanere entrambe all'interno dell'unitario ordinamento dell'istruzione
superiore".
Canta vittoria anche Maria Coscia, responsabile Scuola del
Pd: "L'inversione del governo sul maestro
unico è un risultato importante che conferma la fondatezza delle nostre
critiche"
La Coscia però spiega che "su questo argomento, tuttavia resta ancora da chiarire se la scelta del
maestro unico da parte delle famiglie sarà subordinata all'attribuzione
dell'organico alle scuole o se sarà una richiesta alla quale si potrà dare con
certezza una risposta positiva. Anche per questo motivo attendiamo di sapere al
più presto se con le scelte di oggi si sospendono i tagli all'istruzione oppure
no".
Insiste sulla fondatezza del rinvio anche il senatore del Pd
Antonio Rusconi, capogruppo in Commissione Istruzione: "Se davvero ci sarà il rinvio di un anno della riforma delle superiori
di fatto non solo la Gelmini risponde alle richieste logiche dell'opposizione
da due mesi a questa parte, ma risponde pure alle richieste di tante famiglie e
di tante scuole che chiedono almeno il tempo di riflettere su una reale libertà
di scelta".
L'opposizione dell'Unione di Centro invece preferisce
parlare di "idee poco chiare" del
governo sulla scuola. Questa la dichiarazione della deputata dell'UdC Luisa
Capitanio Santolini, componente della Commissione Cultura della Camera: "Lo slittamento della riforma delle
superiori dimostra che avevamo ragione noi quando criticavamo il Governo per la
fretta eccessiva e la leggerezza con cui aveva affrontato il tema. Il Governo
non ha ancora le idee chiare sui problemi veri che affliggono la scuola dalla
materna fino al sistema universitario".
"Una riflessione maggiore - conclude
la Santolini - era auspicabile anche per
il primo ciclo. La prospettiva di un confronto con tutti i componenti del
settore è positiva. Ci auguriamo che, d'ora in poi, anche le famiglie vengano
coinvolte in prima persona affinché possano esprimere le loro valutazioni e
proposte. Tuttavia, visti i tagli delle risorse avvenuti in Finanziaria a
scapito delle paritarie, appare difficile che l'Esecutivo voglia venire
incontro a queste aspettative, a partire dalla libertà di scelta educativa".